A Montano Lucino è situabile il primo villaggio neolitico del comasco (3500 a.C.), ma l’origine del toponimo risale ad epoca romana, derivando Montano da montanus (montuoso) e Lucino da lucinus, che può essere interpretato come il diminutivo di lucus (bosco sacro). I territori di Montano e di Lucino, un tempo distinti ed indipendenti, formano un unico comune con sede amministrativa a Lucino solo a partire dal 26 aprile 1928, grazie ad un decreto regio di Vittorio Emanuele III.

Il paese conserva tutt’oggi le antiche caratteristiche dei due nuclei da cui ha origine, mostrando una zona più industrializzata (Lucino), dove il settore tessile e il terziario hanno subito un forte sviluppo fin dal dopoguerra, ed una zona invece prevalentemente residenziale (Montano), occupata per il 40% da boschi.

Fino alla metà del XIX secolo l’intero territorio comunale era prevalentemente diviso tra poche famiglie nobili: gli Olginati, i Bagliacca e gli Avogadro. Quest’ultima, in particolare, è famiglia documentata sul territorio comasco fin dal Medioevo (tradizionalmente di parte ghibellina, diede però anche tre vescovi alla città di Como nel corso del XIII secolo). Numerosi sono gli edifici del paese significativi dal punto di vista storico-artistico. Un altro edificio di notevole interesse è Villa Gonzaga a Grisonno, di cui si possiedono però allo stato attuale degli studi ancora pochissime notizie documentabili. Compare sulla mappa teresiana del 1722 ed ha subito nel corso dei tempi diverse modifiche, presentandosi ora in uno stato di abbandono tale che la visita ne risulta impedita. Altri edifici interessanti dal punto di vista artistico sono a Montano Palazzo Tatti – oggi sede di un istituto assistenziale – Villa Luzzani privata e Villa Carabba, di proprietà comunale, che ospita il centro civico di Montano, uffici pubblici ed appartamenti.

In località Lovesana si trova l’Osteria dei Tre Camini, risalente al 1440, che fu già residenza estiva, nonché stazione di posta sulla via delle Alpi. La parte superiore del fabbricato è già sul territorio del comune di Como, mentre la parte inferiore è di proprietà dei conti Giulini. Non va, infine, dimenticato il Castello di Lucino – appartenuto alla nobile famiglia Avogadro – il quale, grazie alla sua posizione strategica, ebbe grande importanza nel 1118 durante la guerra tra milanesi e comaschi. La guerra, dopo essersi sedata per un po’ di tempo con la morte dei suoi più accaniti fautori, riprese nel 1124 quando, per il tradimento di un avvocato patrizio, la fortezza di Lucino fu consegnata ai milanesi.

Essi la distrussero poi definitivamente nel 1247 insieme al paese che dopo quella data non riuscì più a svilupparsi come in passato.